Sabato a L’Aquila, Diavoli a caccia del “triplete” con lo scudetto sul petto: presentata al Mirabello la squadra con le nuove maglie e la campagna abbonamenti.
Nella sua casa, lo stadio Mirabello, il Valorugby Emilia ha presentato ai media, alle autorità cittadine e agli sponsor la nuova stagione agonistica 2026/27 in partenza questo sabato 12 settembre con la Supercoppa contro il Petrarca Padova in programma allo stadio “Fattori” de L’Aquila (kick off alle 18 diretta tv su Raisport).
In apertura il saluto a nome del club da parte di Valeria Prampolini che ha sottolineato l’importanza della collaborazione con Comune e Fondazione dello Sport concretizzata anche nella riqualificazione del campo in sintetico alla Canalina che sarà inaugurato ufficialmente nelle prossime settimane.
L’assessora comunale allo Sport Stefania Bondavalli ha ricordato lo straordinario anno dello Scudetto e della Coppa Italia. «I risultati e i successi nel mondo dello sport non avvengono casualmente – le sue parole – Valorugby è una società che crede in ciò che fa, investendo sui bambini e sulla prima squadra con un percorso di coinvolgimento di tutte le fasce di età. Un lavoro costante e quotidiano svolto nei campi, nei centri estivi tra i ragazzi e le famiglie creando una comunità e facendo crescere l’amore di Reggio Emilia per il rugby grazie all’apporto del presidente Grassi: non è scontato che ci sia un imprenditore e un’impresa così importanti ad accompagnare lo sport».
Facundo Panceyra-Garrido, director of rugby del club, ha posto l’accento sul “filo comune” che lega tutte le componenti del Valorugby. «L’aspettativa sulla prima squadra è alta, abbiamo allestito una rosa secondo noi ancora più performante che ha ulteriormente alzato il livello – le parole del direttore – Ma non c’è solo il First XV, c’è un progetto che parte dalle “prime mete” con i bambini di 3 anni fino ai professionisti, passando dal campo estivo al doposcuola, dal dual career che accompagna gli atleti verso il mondo del lavoro, i settori juniores e minirugby con staff qualificati per la preparazione atletica, fisica, motivazionale e psicologica di tutti i tesserati. È un progetto ambizioso all’altezza di una società che vuole rappresentare un intero territorio».
È stato poi il turno di coach Marcello Violi che ha posto l’accento sulle rinnovate motivazioni del gruppo dopo i successi dello scorso anno. «La prima cosa che ci siamo detti con i ragazzi il giorno del raduno è di mettere da parte quello che abbiamo fatto l’anno scorso perché niente di tutto ciò ci farà avere più punti quest’anno – le parole del 32enne allenatore granata – Dobbiamo metterci subito in moto, ripartiamo dall’identità forte costruita nei mesi scorsi. Vogliamo far divertire i nostri tifosi, vogliamo che i ragazzi in campo si divertano. La stagione sarà lunga e durissima perché quando una squadra vince tutti gli avversari ci tengono a fare bella figura. Sappiamo per esperienza che arriveranno mesi in cui faremo fatica a esprimerci con il nostro gioco soprattutto in trasferta dove in autunno e inverno si trovano campi molto lenti. Siamo comunque molto carichi, i nuovi innesti sono stati accolti dal gruppo alla grande e non vediamo l’ora di scendere in campo».
I nuovi diavoli accolti da capitan Favre
Il direttore Panceyra-Garrido ha poi presentato i nuovi innesti: il vice allenatore Gabriele Manganiello, tecnico con esperienza importante ex Viadana e Vicenza, il pilone destro Filippo Alongi dal Petrarca stessa squadra da cui provengono la seconda linea Enrico Ghigo e il trequarti Gianmarco Pietramala, il tallonatore Marco Manfredi, reduce dalla conquista dello Scudetto inglese con il Northampton, Marco Butturini, giocatore e ingegnere che sarà impegnato nel progetto “dual career”, i nazionali Under 20 Riccardo Casarin e Pietro Celi, il mediano di mischia sudafricano Migael Prinsloo, unico nuovo innesto straniero. Standing ovation per Thomas Kurti, seconda linea reggiana, cresciuto nel vivaio Valorugby e promosso quest’anno in prima squadra. Ad accoglierli il capitano Lucas Favre: «Prometto che in campo saremo una squadra che vuole essere d’esempio per chiunque ci guardi e ci affronti, sulla falsariga di quanto abbiamo dimostrato lo scorso anno –la dichiarazione del pilone argentino – Ai nostri fantastici tifosi non voglio promettere titoli o vittorie, ma garantisco che lungo la stagione costruiremo qualcosa di importante. Una squadra che lotta fino alla fine per il compagno, per la maglia granata, per i tifosi e per la gente di Reggio».
Maglia e abbonamenti: Reggio al centro
Luca Bigi, da quest’anno Club manager del Valorugby ha presentato le linee guida di una campagna abbonamenti molto legata al concetto di “reggianità” nel solco della stagione scorsa, quella degli 80 anni del rugby a Reggio. A cominciare dalla scelta della foto, lo stadio Mirabello e una sciarpa granata, per proseguire con il claim “C’è aria di rugby in città”. «Abbiamo la responsabilità di custodire questa eredità e trasmetterla alle nuove generazioni – le parole dell’ex capitano azzurro – La percezione del rugby in città è cambiato e da reggiano è un grande onore. Vogliamo essere riconosciuti e riconoscibili, un punto di riferimento per la nostra città e in tutta Italia per la qualità modello sportivo che proponiamo, per come riusciamo a formare i nostri giovani attraverso progetti di valore come il dual career». Le nuove maglie, realizzate da Mizuno, avranno naturalmente lo Scudetto e il tondino della Coppa Italia. Al colore granata viene aggiunto un tratto di colore oro oltre alla grafica dell’aquila, simbolo del logo di Elettric80 e il richiamo a Reggio Emilia, città del Tricolore.
La carica del Patron
Last, but not least, l’intervento del patron Enrico Grassi: «Due anni fa abbiamo svoltato – ha detto il presidente – Oggi la realtà è che Valorugby è una squadra competitiva, con un settore giovanile ristrutturato e potenziato, con uno stadio Mirabello che è tornato ad essere attraente, ma soprattutto con una città che si sta avvicinando ad un nuovo sport che ha valori unici e riconoscibili. Ai ragazzi della prima squadra ho detto che la “pressione” è un dovere, fa parte delle regole del gioco, e quindi si dovranno abituare a trasformarla in un valore sul campo. Stiamo parlando con fatti concreti, la responsabilità dopo quello che abbiamo costruito in questi anni, è di non deludere nessuna aspettativa. Sabato mi guarderò la partita dalla Sardegna: la bottiglia per il “triplete” è pronta, ai ragazzi ho chiesto di farmela aprire e bere».
