A Roma sconfitta di misura

Mantovani Lazio 1927 – Rugby Reggio 12-6 (6-3)

Mantovani Lazio: Gerber, Varani, Bisegni, Manu, Gaincarlini, Rubini, Canale (73′ Gentile) Mannucci, Ventricelli, Riccioli (66′ Nitoglia), Keogh, Colabianchi (57′ Nardi), Young (77′ Pietrosanti), Lorenzini (62′ Fabiani), Panico (62′) Pepoli.

Rugby Reggio: Malneek, Castagnoli, Daupi, Mantovani, Giannotti, Bricoli, Cigarini, De Bruyn, Mannato, Vaky, Pulli (52′ Filippo Scalvi), Delendati (63′ Bezzi), Lanfredi (48′ Rizzelli), Bigi (57′ Giovanni Scalvi), Lanzano (57 Orabona).

Marcatori: 9′ cp Gerber (L); 15′ cp Mantovani (R); 40′ cp Gerber (L); 43′ cp Gerber (L); 52′ cp Gerber (L); 68′ cp Mantovani (R).

Man of the Match: Guglielmo Giancarlini (Lazio).

La striscia vincente si è interrotta, eppure nella sconfitta contro la Mantovani Lazio possono essere scorti più motivi di soddisfazione che di rammarico.
Innanzitutto perché, per la terza volta consecutiva, la difesa rossonera non è stata violata (e per una squadra che fino a un mese fa presentava il peggior differenziale punti di tutta l’Eccellenza questo è molto più che un successo; è, sul piano difensivo, una rivoluzione copernicana); poi perché la sconfitta con punteggio ridotto (meno di sette punti) porta comunque in regalo un altro punticino da aggiungere alla classifica. E da ultimo perché la squadra ha dato conferma definitiva della propria nuova solidità d’impianto; quella espressa sorprendentemente dapprima a Rovigo, poi ripetuta sette giorni dopo alla Canalina, e da oggi nuovo marchio di fabbrica della ditta Ghini & Co.
Ma se proprio vogliamo andare alla ricerca pure di qualche elemento di rammarico, eccolo precisato nelle parole di Corrado Vecchi, il team manager responsabile della Segreteria rossonera: “Abbiamo visto, come spesso accade, un Rugby Reggio a due facce: eccessivamente guardingo, e un po’ confusionario, nella prima parte di gara, tanto da dare agli avversari la possibilità di segnare due volte su azioni con palla in mano nostra; e totalmente diverso nella ripresa: attento, volitivo e sicuro di sé. E se almeno una delle due volte in cui nei minuti finali siamo riusciti a entrare nella loro area di meta fossimo riusciti a fare uno schiacciato a terra evidente (in entrambi i casi invece l’arbitro non se l’è sentita di convalidare, visto il groviglio umano sotto il quale la palla era sepolta, ndr), ora staremmo festeggiando un’altra vittoria.
Ma va bene anche così; perché da oggi è certo: questa è una squadra che darà grandi soddisfazioni ai tifosi reggiani”.

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